La migrazione dell’infrastruttura aziendale a SAP S/4HANA è ancora adesso un tema attuale per le imprese siderurgiche. Anche se oggi il confronto sulle tecnologie si concentra sull’intelligenza artificiale e sull’autonomous enterprise, infatti, non dobbiamo dimenticare che queste innovazioni richiedono un fondamento tecnologico consistente, affidabile e scalabile.

Una relazione tanto semplice quanto irrinunciabile: per introdurre sistemi capaci di interpretare le informazioni e intervenire nei processi occorre disporre di un ERP che gestisca correttamente materiali, ordini, lavorazioni e responsabilità. E occorre che le persone comprendano come utilizzare queste nuove possibilità nel proprio lavoro.

È una delle riflessioni che abbiamo portato con noi dalla SAP for Manufacturing, Materials & Mining Conference 2026¹, organizzata da TAC Insights in collaborazione con SAP il 13 e 14 ottobre a Roma. Con Clarex abbiamo partecipato come unico partner SAP italiano tra gli sponsor dell’evento, con lo scopo di confrontarsi con aziende ed esperti internazionali sull’evoluzione dell’industria.

Un’occasione per approfondire le nuove tecnologie SAP e riportarle alle esigenze delle imprese che affianchiamo, a partire da un settore che appartiene alla nostra storia: la siderurgia.

SAP for Manufacturing Materials e Mining Conference 2026

Essere partner SAP per la siderurgia significa conoscere l’industria e i processi

Per noi di Regesta, il lavoro con le aziende siderurgiche parte dalla conoscenza delle condizioni in cui vengono prese le decisioni. La scelta di un materiale, la modifica di una sequenza produttiva o la conferma di una consegna dipendono da informazioni le diverse funzioni aziendali, dal finance alla produzione, passando per gli aspetti organizzativi. Per collegarle è necessario comprendere il significato che assumono nelle diverse fasi del processo.

La disponibilità di una certa quantità di acciaio, per esempio, deve essere valutata rispetto a composizione chimica, dimensioni, lavorazioni già eseguite, certificazioni e stato qualitativo. Materiali che appartengono alla stessa categoria commerciale possono avere caratteristiche che ne condizionano l’utilizzo per uno specifico ordine. A loro volta, le trasformazioni del prodotto devono conservare il collegamento con la colata o la partita di origine.

Sono esigenze che, come è stato approfondito durante l’evento, trovano riscontro nelle funzionalità SAP dedicate ai Mill Products. Ne è una indicazione, per esempio, il numero di accorgimenti tecnici presenti nella gestione delle partite, che supporta² il trasferimento delle caratteristiche alle partite derivate e l’individuazione di partite con origine comune. La configurazione del sistema può mettere a valore queste capacità a vantaggio del funzionamento dell’azienda, tenendo conto di come produce, movimenta e vende i propri materiali.

L’esperienza di settore serve proprio a questo: riconoscere quali informazioni debbano accompagnare il prodotto e quali controlli rendano affidabili i passaggi successivi. È un lavoro che precede l’adozione dell’AI e che ne condiziona l’efficacia.

Perché la migrazione a S/4HANA resta attuale

Alla conferenza di Roma, il collegamento fra trasformazione dell’ERP e adozione dell’AI era presente anche nel programma: accanto agli approfondimenti sull’autonomous enterprise, erano previste sessioni dedicate³ a progetti S/4HANA e alle architetture necessarie per utilizzare l’intelligenza artificiale nei processi industriali.

Per le imprese del comparto siderurgico migrare significa prima di tutto verificare come il sistema attuale sostiene l’operatività. Negli anni, infatti, regole e consuetudini possono avere condizionato i processi, che a loro volta hanno richiesto la creazione di procedure e personalizzazioni per la produzione o la gestione commerciale. Il primo passo verso la modernizzazione è ricostruirne la funzione, individuare le esigenze ancora valide e valutare come soddisfarle con le nuove funzionalità della piattaforma in fase di implementazione.

Per farlo in modo efficace serve attenzione anche alle attività che vengono svolte all’esterno dell’ERP. Un foglio di calcolo può contenere informazioni utilizzate per pianificare una lavorazione; una verifica manuale può compensare un disallineamento fra magazzino e sistema; una comunicazione informale può determinare quando un materiale viene considerato disponibile. Portare questi meccanismi all’interno di un progetto permette di comprenderne il ruolo e decidere come gestirli.

La migrazione diventa anche un’occasione per rendere più esplicite le regole operative e migliorare la continuità delle informazioni. Il risultato deve essere verificabile: avanzamenti coerenti con le lavorazioni effettive, disponibilità aggiornate, controlli qualità correttamente associati ai materiali, dati economici riconducibili a consumi e attività. Queste condizioni a rendono l’ERP una base utilizzabile anche per le successive applicazioni dell’intelligenza artificiale.

Dall’ERP agli agenti AI: costruire il collegamento operativo

L’ERP ha un ruolo centrale perché gestisce le transazioni e le regole con cui l’impresa acquista, produce, vende e rileva i risultati. Non a caso spesso si dice che è la spina dorsale del sistema informativo. Un agente AI, o anche un semplice assistente, deve poter consultare queste informazioni per accedere al contesto necessario per interpretare una richiesta aziendale. Per eseguire un’attività, poi, occorrono collegamenti applicativi, autorizzazioni e controlli coerenti con il processo.

Consideriamo un possibile scenario a titolo di esempio: un responsabile vuole capire perché una consegna rischia di slittare. Un agente AI potrebbe raccogliere lo stato dell’ordine, gli avanzamenti delle lavorazioni e gli eventuali blocchi operativi o organizzativi, quindi predisporre una sintesi delle cause e delle verifiche da completare. Se opportunamente progettato e integrato, potrebbe anche proporre attività successive o assegnare una richiesta di verifica alla funzione competente.

L’utilità è nella riduzione del lavoro e dei passaggi manuali necessari a ricostruire la situazione. Il responsabile può concentrarsi sulla parte più strategica del lavoro come la valutazione delle alternative, alla luce di informazioni collegate e riscontri più facilmente verificabili che avrebbero richiesto ore o giorni di raccolta manuale. Per arrivare a questo, tuttavia, occorre definire quali fonti siano attendibili, con quale frequenza vengano aggiornate e quali condizioni debbano interrompere l’esecuzione automatica.

Autonomous enterprise: più capacità di controllo per le persone

In un settore nel quale le decisioni incidono su impianti, materiali e impegni commerciali, spesso con grandi quantità di materiali e investimenti significativi in gioco, il significato dell’autonomous enterprise deve essere spiegato con precisione. L’autonomia riguarda attività definite, svolte entro regole stabilite dall’azienda, con responsabilità e possibilità di intervento chiaramente assegnate. Insomma, il tema non è cedere il controllo strategico e operativo a sistemi automatici, ma fare in modo che questi lavorino per rendere il controllo stesso più agevole, efficace e fondato su informazioni tempestive e rilevanti.

Un sistema può segnalare un’informazione mancante, riconoscere una condizione anomala, preparare una proposta o avviare un’attività autorizzata. La scelta di quali operazioni affidargli dipende dagli effetti che possono produrre. Raccogliere documenti per una verifica e modificare una priorità produttiva, per esempio, richiedono livelli di controllo diversi. Torna, insomma, il tema dell’esperienza sul campo: il nostro compito come system integrator è quello di aiutare le aziende in questo processo di analisi e pianificazione, in modo che la loro conoscenza e competenza sia “tradotta” in regole e procedure che l’autonomous enterprise può replicare.

Nella siderurgia questo criterio è particolarmente importante. Per esempio, la proposta di impiegare un materiale alternativo deve tenere conto delle specifiche richieste, delle eventuali approvazioni del cliente e degli ordini ai quali quel materiale è già destinato. La valutazione deve conservare la possibilità di risalire ai dati utilizzati e di capire quali condizioni siano state controllate e, soprattutto, deve coinvolgere i decisori umani che danno valore alla scelta con la loro esperienza.

L’AI può quindi aumentare la capacità delle persone di presidiare i processi: rendere visibili le eccezioni, portarle all’attenzione del responsabile, ridurre i passaggi ripetitivi necessari per approfondirle. Perché questo supporto venga adottato, occorre però mostrarne il funzionamento nel contesto quotidiano, chiarire quando interviene il sistema e quando è richiesta una decisione. La comprensione da parte degli utenti è parte del progetto.

Il confronto internazionale e il lavoro con le imprese

La partecipazione alla conferenza di Roma ci ha permesso di osservare questi temi in un contesto internazionale e di confrontarci con realtà industriali che affrontano esigenze analoghe attraverso organizzazioni e sistemi differenti. Insieme agli approfondimenti tecnologici, abbiamo ritrovato il valore delle relazioni con aziende che da anni condividono con Regesta progetti ed evoluzioni.

Per noi, essere un partner SAP per la siderurgia significa mantenere questo collegamento fra competenza sui processi e aggiornamento tecnologico. La conoscenza del settore permette di valutare dove una nuova funzione possa essere utile; il confronto con l’ecosistema SAP aiuta a comprendere quali possibilità rendere disponibili e con quali prerequisiti.

Da qui parte il lavoro con ciascuna impresa: definire quali processi migliorare, verificare lo stato dei sistemi e costruire una sequenza di interventi coerente. La migrazione a SAP S/4HANA e l’introduzione dell’AI possono così essere affrontate come parti di un’evoluzione aziendale misurabile, nella quale ogni scelta tecnologica ha un compito preciso e le persone dispongono degli strumenti per governarne gli effetti.

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