Il cambiamento climatico è una preoccupazione sempre più pressante, anche per le aziende. Molte, soprattutto nell’ultimo decennio, si stanno impegnando per ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Il parametro più importante di questo impegno sono senza dubbio le emissioni di anidride carbonica, la principale responsabile del cambiamento climatico. A oggi sono almeno due gli approcci più diffusi: carbon neutral e net zero carbon. Spesso usati come equivalenti, in realtà hanno implicazioni diverse. Proviamo prima di tutto a definire i due termini, per poi vedere nel dettaglio come si comportano alcuni degli attori più importanti del mercato digital.

Carbon Neutral e Net Zero Carbon: quali sono le differenze?

Entrambe le definizioni dimostrano l’impegno di un’azienda per combattere il cambiamento climatico, ma ci sono alcune differenze nelle implicazioni. In generale il termine Carbon Neutral, più diffuso, indica il primo step dell’impegno green di un’azienda, mentre Net Zero Carbon indica in genere un passaggio evolutivo successivo.

Nel dettaglio, la definizione Carbon neutral indica che tutta l’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera dalle attività di un’azienda viene compensata da un’equivalente quantità rimossa. Per esempio, acquistando crediti di carbonio, finanziando attività sostenibili e così via.

Net Zero Carbon invece indica che le attività delle aziende non rilasciano anidride carbonica nell’atmosfera. Questo è possibile, per esempio, usando esclusivamente fonti energetiche rinnovabili e utilizzando processi produttivi sostenibili.

carbon neutral

L’impegno delle aziende per i cambiamenti climatici

Per diverse ragioni, sia di filosofia aziendale sia di marketing, i giganti del settore tecnologico sono sempre stati in prima linea, quantomeno nel sensibilizzare il proprio pubblico e i propri utenti nei confronti del tema. Alcune realtà sono già attive da diversi anni, con obiettivi molto ambiziosi che prevedono il raggiungimento della quota emissioni zero nel giro di pochi anni.

SAP, per esempio, ha annunciato di recente il proprio impegno a diventare un’azienda carbon neutral entro il 2023, dopo aver registrato nel 2020 il più basso livello di emissioni da quando esistono queste misurazioni. Come possiamo leggere nell’analisi, i cambiamenti introdotti dall’emergenza legata alla pandemia hanno dato l’impulso verso una rivoluzione che era già stata avviata.

Google ha un doppio obiettivo. Il primo, già raggiunto nel 2007, era quello di raggiungere la neutralità delle emissioni, mentre il secondo, più ambizioso, è quello di raggiungere le emissioni zero, quindi lo status di Net Zero Carbon, entro il 2030. Uno degli aspetti più interessanti delle iniziative per il clima di Google è il coinvolgimento degli utenti. Per esempio, nel scegliere i datacenter per il Cloud Computing, è possibile optare per quelli maggiormente sostenibili, indicati da una foglia verde e dall’indicazione Lowest CO2. Per quanto riguarda i consumatori, da qualche tempo Google Maps permette di scegliere anche il percorso più green quando ci si sposta.

Amazon, che fra le aziende di questo breve elenco è quella che ha a che fare con la sfida più impegnativa, si è posta l’obiettivo di divenire Net Zero Carbon entro il 2040. Un cammino ancora lungo, che però è costellato di tappe intermedie. Per esempio, l’uso delle energie rinnovabili al 100% è fissato per il 2025, mentre per il 2030 è prevista una flotta di 100.000 veicoli elettrici.

Più ambiziosa la sfida di Microsoft, che nel 2020 ha lanciato due obiettivi particolarmente interessanti. Il primo è di diventare carbon negative, cioè di compensare più CO2 di quella prodotta annualmente, entro il 2030, fino ad arrivare ad avere rimosso tutte le emissioni di CO2 prodotte nella storia dell’azienda entro il 2050. Come passaggio intermedio, l’azienda arriverà al 100% di utilizzo di energie rinnovabili entro il 2025.

Carbon neutral e carbon zero: un impegno di tutta la filiera

Al di là degli aspetti immediatamente evidenti dell’impegno dei “big” nella lotta al cambiamento climatico, c’è anche un secondo aspetto da considerare, cioè come questo faciliti il processo per le aziende che a loro volta vogliano adottare una politica climatica simile. Ricordiamo infatti che per potersi dichiarare Carbon neutral o Net Zero Carbon è necessario compensare o azzerare le emissioni dell’intera filiera. Appoggiarsi a partner e fornitori che lo siano a loro volta semplifica di molto il processo. E accelera la lotta ai cambiamenti climatici.



Oggi i principali attori dell’industria digital stanno lavorando per rendere il settore IT sempre più green offrendo soluzioni in Cloud che consentono alle aziende di limitare le emissioni.

RegestaLAB può aiutarti nel percorso di trasformazione dell’infrastruttura informatica verso una soluzione più ecologica.

CONTATTACI PER RICEVERE INFORMAZIONI