Portare l’intelligenza artificiale nel Finance significa applicare machine learning, AI generativa e sistemi agentici ai processi di amministrazione, pianificazione, controllo e gestione finanziaria. L’obiettivo è di migliorare la qualità delle previsioni, automatizzare le elaborazioni ripetitive, individuare anomalie e fornire al CFO informazioni utilizzabili per decidere.
L’ AI Finance è un termine ombrello ampiamente utilizzato e può descrivere sinteticamente questo ambito applicativo, ma, dal nostro punto di vista, non identifica una disciplina autonoma. Indica piuttosto un approccio che combina processi, dati, sistemi e competenze per far crescere la capacità analitica e decisionale della funzione Finance. Per questa ragione preferiamo un approccio più concreto: l’AI per il Finance deve essere uno strumento al servizio di crescita, ottimizzazione e miglioramento.
Anche per questo la disponibilità di un modello di AI non è sufficiente. L’efficacia dipende dalla capacità di collegare dati contabili, gestionali, commerciali e operativi, conservandone significato, provenienza e regole di accesso. Se ricavi, ordini, produzione, scorte, costi, crediti, debiti e investimenti rimangono distribuiti tra ERP, applicazioni verticali e fogli di calcolo, l’AI elabora più velocemente incoerenze che continuano a richiedere verifiche e riconciliazioni manuali.
Agile Finance: il contesto strategico dell’AI nel Finance
L’Agile Finance definisce il contesto nel quale collocare l’intelligenza artificiale. Nella funzione Finance tradizionale, una parte consistente del tempo è assorbita dall’esecuzione delle transazioni, dalla raccolta dei dati, dalle riconciliazioni e dalla preparazione dei report.
La componente dedicata all’analisi, all’interpretazione e al supporto al management rimane di conseguenza più limitata.
Il passaggio all’Agile Finance può essere descritto come un’inversione di questo rapporto. Automazione, standardizzazione e integrazione riducono il lavoro necessario per preparare le informazioni e aumentano il tempo disponibile per comprenderle, valutarne le conseguenze e costruire scenari.

L’AI sostiene questa evoluzione su tre livelli.
- Il primo riguarda la produttività, attraverso la riduzione delle elaborazioni manuali;
- Il secondo è l’insight generation: il sistema identifica gli elementi che spiegano una variazione e prepara una prima lettura dei risultati;
- Il terzo è il foresight, cioè la capacità di prevedere l’evoluzione di cash flow, margini, costi e altri KPI mediante simulazioni e modelli predittivi.
Il risultato atteso è una funzione Finance capace di operare con maggiore continuità, accuratezza e profondità analitica. Le elaborazioni intensive possono essere assegnate ai sistemi, mentre validazione, interpretazione e decisione rimangono affidate a persone che conoscono il contesto aziendale.
Che cosa può fare concretamente l’AI per il Finance
Le tecnologie utilizzabili hanno funzioni differenti. L’automazione basata su regole esegue operazioni definite, come l’abbinamento tra fatture e ordini o la produzione periodica di un report. Il machine learning apprende dai dati storici per stimare un risultato, classificare una transazione o rilevare un comportamento anomalo.
L’AI generativa interpreta dati strutturati e documenti, produce sintesi e permette di interrogare le informazioni in linguaggio naturale. I sistemi agentici possono coordinare più passaggi di un processo, richiamando dati e applicazioni differenti entro autorizzazioni e limiti definiti.
Per il reparto Finance, queste capacità possono tradursi in forecast aggiornati con maggiore frequenza, previsioni di cassa più aderenti ai comportamenti reali, analisi delle varianze, rilevamento di registrazioni inconsuete e simulazioni degli effetti economici e finanziari di una decisione.
La crescita della funzione non deriva quindi dalla semplice introduzione di un assistente conversazionale. Dipende dalla capacità di inserire l’AI nei processi quotidiani, collegarla a dati certificati e misurarne l’impatto attraverso indicatori finanziari e operativi.
Quanto è diffusa l’intelligenza artificiale nel Finance
I dati più recenti mostrano un’adozione consistente, accompagnata da difficoltà nel passaggio dai progetti pilota all’utilizzo su scala.
La Gartner AI¹ in Finance Survey 2025, condotta tra maggio e giugno 2025 su 183 CFO e responsabili Finance, rileva che il 59% utilizza già l’AI nella funzione finanziaria, contro il 58% del 2024 e il 37% del 2023. Tra le realtà che hanno adottato queste tecnologie, i casi d’uso più diffusi sono il knowledge management, indicato dal 49%, l’automazione dei processi accounts payable, al 37%, e il rilevamento di errori e anomalie, al 34%.
La crescita quantitativa sta però rallentando. Gartner identifica nella scarsa disponibilità o qualità dei dati e nella carenza di competenze tecniche e di data literacy i principali ostacoli. Il 91% degli intervistati segnala inoltre un impatto iniziale basso o moderato, mentre le aziende che hanno portato l’AI in produzione registrano risultati più consistenti.
Il KPMG Global AI² in Finance Report 2026, basato sulle risposte di 1.013 senior finance leader appartenenti a 13 settori e 20 Paesi, rileva che il 76% delle aziende utilizza attivamente l’AI nella pianificazione finanziaria. Il 71% dichiara un ritorno in linea o superiore alle attese. I miglioramenti più citati riguardano la velocità delle decisioni, indicata dal 71%, la qualità decisionale, al 70%, e l’accuratezza del forecasting, al 64%.
Anche la profondità di utilizzo sta aumentando. In una ricerca McKinsey del 2025³ su 102 CFO, il 44% dichiara di usare l’AI generativa per più di cinque casi d’uso, rispetto al 7% rilevato l’anno precedente. Il 65% prevedeva inoltre di aumentare gli investimenti nel corso del 2025. La stessa analisi segnala che molti progetti rimangono isolati e falliscono quando incontrano dati nuovi, condizioni operative reali o processi core con cui non sono stati integrati.
Perché i silos informativi rallentano la funzione Finance
Una parte consistente del lavoro di amministrazione e controllo continua a essere dedicata alla raccolta e alla preparazione dei dati. Il problema emerge quando una stessa grandezza viene calcolata in modi differenti da Finance, vendite, produzione e supply chain oppure quando dati consuntivi, budget e forecast utilizzano strutture organizzative, anagrafiche o granularità temporali non allineate.
Il controller deve allora esportare informazioni da sistemi differenti, verificarne la completezza, ricostruire le relazioni e risolvere manualmente le eccezioni. Questa attività genera quattro effetti: aumenta il tempo necessario per chiusure e forecast, introduce un rischio di errore, riduce la tracciabilità delle rettifiche e produce indicatori già superati nel momento in cui vengono distribuiti.
La visibilità limitata dipende inoltre dalla separazione tra dimensione finanziaria e dimensione operativa. Un calo del margine può derivare da variazioni dei prezzi, mix di prodotto, scarti, consumi energetici, costi logistici, tempi di fermo o inefficienze negli acquisti. Se il dato contabile non è collegato ai driver che lo hanno generato, il Finance può misurare lo scostamento, ma incontra maggiori difficoltà nello spiegarlo e nel prevederne l’evoluzione.
La data integration crea una visione finanziaria unificata
La data integration collega fonti eterogenee e rende confrontabili informazioni prodotte da processi differenti. Nelle buone pratiche più recenti, non coincide con il trasferimento fisico dei dati in un repository centrale. Deve preservare le definizioni di business, le gerarchie, le unità di misura, le regole contabili e la relazione con le transazioni originarie.
L’architettura che abilita l’AI nel Finance può essere letta attraverso quattro livelli:
- ERP e sistemi transazionali. Registrano contabilità generale, crediti, debiti, cespiti, ordini, acquisti, produzione, magazzino, personale e investimenti. L’ERP rimane il sistema di riferimento per dati consuntivi, autorizzazioni e processi amministrativi.
- Integrazione e data management. Connettori, API, pipeline e modelli dati armonizzano sorgenti SAP e non SAP. Master data management, metadati, lineage e controlli di qualità permettono di sapere che cosa misura ogni dato, chi lo ha prodotto e quali trasformazioni ha subito.
- Analytics e pianificazione. Dashboard, modelli multidimensionali e applicazioni di enterprise planning collegano conto economico, stato patrimoniale e cash flow ai driver operativi. Il risultato è un ambiente comune per budget, forecast, simulazioni e consolidamento.
- AI e supporto decisionale. Modelli predittivi, AI generativa e agenti utilizzano dati governati per rilevare anomalie, proporre spiegazioni, stimare risultati e coordinare attività. Gli output devono conservare riferimenti alle fonti, livello di confidenza e passaggi di validazione.
Questo modello consente di combinare dati interni con variabili esterne, come tassi di interesse, indici dei prezzi, cambi, costo delle materie prime e indicatori macroeconomici. Il loro utilizzo richiede però coerenza temporale, aggiornamenti controllati e una chiara distinzione tra dati osservati, ipotesi e valori generati dal modello.
La stessa impostazione è alla base delle architetture business data fabric. SAP Business Data Cloud⁴, per esempio, collega e governa dati SAP e di terze parti preservandone contesto e semantica. General ledger, accounts receivable, accounts payable, inventario e centri di costo possono così essere trattati come entità finanziarie coerenti, disponibili per analytics, pianificazione e applicazioni AI.
Come l’AI migliora forecasting e budgeting
Nel budgeting tradizionale la costruzione del piano richiede cicli di raccolta, verifica e approvazione che possono durare settimane. Ogni modifica a volumi, prezzi, costi o investimenti impone nuove elaborazioni e spesso produce versioni parallele difficili da riconciliare.
Con un modello integrato, vendite, produzione, acquisti, workforce, costi operativi, investimenti e finanziamenti alimentano lo stesso piano economico, patrimoniale e finanziario. L’AI può costruire una baseline statistica utilizzando serie storiche, stagionalità e driver operativi. Il responsabile mantiene la possibilità di correggere le ipotesi, inserire eventi straordinari e confrontare la proposta algoritmica con il piano approvato.
Il forecast diventa così evolutivo: viene aggiornato con maggiore frequenza sulla base dei dati attuali e delle variazioni dei driver. Un modello può stimare l’atterraggio di fine anno, segnalare anticipatamente uno scostamento e indicare quali combinazioni di volumi, prezzi e costi lo stanno determinando.
L’AI generativa aggiunge un livello interpretativo. Può preparare una prima analisi delle varianze, descrivere le componenti più rilevanti e proporre gli approfondimenti successivi. Il controller verifica la lettura e integra gli elementi che il sistema non può ricavare dai dati, come una decisione commerciale ancora non formalizzata o un rischio negoziale.
Cash flow management: dalle scadenze teoriche ai comportamenti reali
La pianificazione della liquidità mostra con chiarezza il rapporto tra integrazione e AI. Un cash flow costruito sulle sole date di scadenza presuppone che clienti e fornitori rispettino le condizioni contrattuali. I comportamenti effettivi possono essere diversi.
Un modello predittivo può analizzare lo storico dei pagamenti per controparte, distinguendo un cliente che paga normalmente a 30 giorni da uno che, pur avendo la stessa scadenza, salda mediamente a 50. Il dato viene combinato con ordini, fatture, piani di acquisto, investimenti, finanziamenti e previsioni commerciali. Ne deriva una curva di liquidità più aderente ai comportamenti osservati.
Il sistema può quindi segnalare un futuro assorbimento di cassa, identificare i driver che lo generano e simulare azioni alternative: posticipare un investimento, modificare le condizioni di pagamento, ricorrere a una linea di credito o accelerare il recupero di determinate posizioni.
Il Finance ottiene così più tempo per valutare le opzioni. L’AI non decide quale intervento adottare, ma consente di anticipare il problema, misurarne l’entità e confrontare gli effetti delle possibili risposte.
Controllo di gestione e analisi predittiva
Nel controllo di gestione, l’AI permette di passare dalla descrizione dello scostamento alla ricerca delle cause. Un margine inferiore al budget può essere scomposto per effetto prezzo, volume, mix, costo della materia prima, efficienza produttiva e logistica.
La possibilità di collegare dati finanziari e operativi rende disponibili analisi più granulari per cliente, canale, prodotto, stabilimento o commessa. I modelli possono anche individuare relazioni che non erano state codificate nei report tradizionali, segnalando per esempio che l’aumento dei ricavi di una linea è associato a una crescita più rapida dei costi di servizio.
Le simulazioni what-if aggiungono una prospettiva decisionale. Finance e management possono valutare l’effetto di dazi, inflazione, cambi, variazioni dei tassi o riduzioni della domanda su conto economico, stato patrimoniale e cash flow. L’obiettivo è quantificare l’esposizione e preparare opzioni coerenti con scenari differenti, anche quando non è possibile prevedere ogni singolo evento
Riconciliazione, chiusura e compliance
Machine learning e sistemi basati su regole possono automatizzare l’abbinamento tra movimenti, individuare duplicati e concentrare l’attenzione sulle eccezioni. Durante la chiusura, l’AI può verificare pattern storici, rilevare registrazioni inconsuete e ordinare le anomalie in base alla loro materialità.
Il beneficio per la compliance dipende dalla tracciabilità. Ogni rettifica, previsione o raccomandazione deve poter essere ricondotta ai dati utilizzati, alla versione del modello e alla persona che ha validato l’output. Ruoli, segregazione dei compiti e autorizzazioni dell’ERP devono essere applicati anche agli agenti e agli assistenti AI.
Su questo punto i dati KPMG 2026 che abbiamo citato in apertura parlano chiaro: le aziende in grado di produrre evidenze di audit relative all’AI registrano tassi di miglioramento da tre a sei volte superiori rispetto a quelle che non dispongono di questa capacità. Nella riduzione degli errori, la differenza è tra il 33% delle aziende che fanno uso di strumenti avanzati basati su IA e il 6% delle altre.
CFO View e Reggy: applicare l’AI ai processi Finance
Nel nostro modello CFO View collega pianificazione e consolidamento in un ambiente basato su tecnologia SAP. La componente di planning integra vendite, costi del personale, OPEX, costo del prodotto, acquisti, CAPEX, finanziamenti, crediti e debiti, traducendoli in conto economico, stato patrimoniale e cash flow.
La stessa base permette di costruire versioni di budget e forecast, eseguire simulazioni e controllare gli effetti delle modifiche lungo l’intero modello. Un aumento del costo di acquisto, per esempio, può essere trasferito al costo del prodotto, ai margini e alla liquidità senza ricostruire manualmente ogni prospetto. La componente di consolidamento gestisce invece operazioni come eliminazioni intercompany, conversioni valutarie e produzione di bilanci consolidati, mantenendo un audit trail delle elaborazioni.
Su questa architettura può intervenire Reggy, l’AI Digital Worker di Regesta. Un CFO può interrogare in linguaggio naturale la previsione di cassa, il forecast di fine anno o l’impatto di una variazione dei tassi. L’assistente recupera i dati autorizzati, sintetizza i KPI e propone analisi successive sul conto economico, sullo scadenzario o sul piano degli investimenti.
L’interazione conversazionale riduce il tempo necessario per accedere alle informazioni, ma non elimina i controlli. L’assistente deve utilizzare fonti aziendali certificate, rispettare il profilo dell’utente e distinguere chiaramente tra dato registrato, previsione e raccomandazione.
Governance e human-in-the-loop nell’AI per il Finance
I processi finanziari richiedono accuratezza, spiegabilità e responsabilità. Per questo un modello probabilistico non dovrebbe registrare autonomamente una scrittura, approvare un pagamento o modificare un budget senza soglie, autorizzazioni e verifiche.
La governance deve coprire qualità e provenienza dei dati, autorizzazioni, validazione dei modelli, monitoraggio delle prestazioni, gestione delle anomalie, conservazione dei log e revisione periodica dei casi d’uso. Il livello di intervento umano può variare: una classificazione a basso impatto può essere automatizzata, mentre una decisione relativa a liquidità, credito o reporting richiede normalmente approvazione.
Il Regolamento europeo 2024/1689, AI Act⁵, adotta un impianto basato sul rischio e introduce requisiti differenziati in base alle caratteristiche del sistema e al suo utilizzo. La classificazione va quindi effettuata sul singolo caso d’uso, evitando di considerare automaticamente ogni applicazione finanziaria come ad alto rischio. Tracciabilità, supervisione, data governance e trasparenza restano comunque requisiti tecnici utili per sostenere audit e controlli interni.
Come misurare i benefici per CFO e direzione Finance
L’impatto deve essere valutato attraverso indicatori collegati al processo:
- errore percentuale del forecast e sua stabilità nel tempo;
- durata dei cicli di budget, forecast, chiusura e consolidamento;
- quota di riconciliazioni automatizzate e numero di eccezioni;
- accuratezza della previsione di cassa e scostamento rispetto ai flussi reali;
- tempo dedicato alla preparazione dei dati rispetto all’analisi;
- numero di anomalie confermate e tasso di falsi positivi;
- percentuale di output AI sottoposti a modifica o rifiutati dagli utenti;
- disponibilità di lineage, log e prove di audit per le elaborazioni automatizzate.
Questi KPI consentono di separare la semplice adozione tecnologica dal valore operativo. Un assistente utilizzato frequentemente ma basato su dati incoerenti non migliora la governance. Un modello di forecasting leggermente più accurato, inserito in un processo più rapido e verificabile, può invece modificare concretamente la capacità decisionale.
La misurazione deve inoltre riguardare la crescita della funzione Finance. La riduzione dei tempi di preparazione è utile se permette a controller e responsabili di dedicarsi maggiormente ad analisi, scenari e supporto al management. Efficienza operativa e maturità decisionale devono quindi essere osservate insieme.
Agenti e composite AI: la prospettiva evolutiva
La prospettiva evolutiva comprende l’impiego della composite AI, che combina machine learning, modelli generativi, regole e tecniche di ottimizzazione, e degli agenti capaci di coordinare flussi più articolati.
Un agente può raccogliere dati, aggiornare una simulazione, rilevare uno scostamento e predisporre un commento. Può inoltre richiedere l’approvazione della persona responsabile o trasferire l’attività al ruolo competente quando incontra un’eccezione.
Anche in presenza di sistemi agentici, l’autonomia deve essere proporzionata al rischio. L’approvazione di un pagamento, la modifica di un piano finanziario o la comunicazione di un dato al mercato devono rimanere governate da responsabilità, controlli e regole organizzative definite.
L’evoluzione verso l’Agile Finance non coincide quindi con la completa autonomia dei sistemi. Consiste nella capacità di assegnare alla tecnologia le attività che possono essere automatizzate, preservando la responsabilità umana nei passaggi che producono effetti economici, finanziari o regolamentari.
L’AI nel Finance parte dall’integrazione dei dati
L’intelligenza artificiale produce risultati nel Finance quando opera su dati coerenti, contestualizzati e accessibili attraverso processi controllati. ERP, data management, analytics e AI formano una stessa architettura informativa.
Per il CFO, questa integrazione permette di ridurre riconciliazioni e tempi di preparazione, aggiornare più rapidamente budget e forecast, anticipare tensioni di liquidità e comprendere i driver delle performance. Per l’azienda, crea una base comune per decidere, verificare e spiegare i risultati.
L’obiettivo è far crescere la funzione Finance, spostandone progressivamente il contributo dalla produzione delle informazioni alla loro interpretazione. La qualità del dato e la progettazione dei processi costruiscono la base. L’AI aggiunge previsione, velocità e capacità di sintesi. Il valore emerge quando queste capacità vengono inserite in un modello di Agile Finance che conserva controllo umano, tracciabilità e conoscenza finanziaria.
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¹ Fonte: Gartner.org
² Fonte: Kpmg.com
³ Fonte: McKinsey.com
⁴ Fonte: Sap.com
⁵ Fonte: Eur-lex.europa.eu